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Come leggere l’etichetta dell’olio extravergine di oliva

Il processo di acquisto di un prodotto, qualsiasi sia la sua natura, è affidato alle informazioni di cui riusciamo ad avere conoscenza.

Quando parliamo di un bene per noi nuovo che vogliamo magari confrontare con un altro simile iniziamo un percorso informativo il cui inizio spesso parte dall’etichetta di cui dispone il prodotto stesso.

Chiariamo subito che non parleremo di ciò che l’etichetta deve contenere “per legge” ma di tutte le informazioni che i consumatori dovrebbero avere per poter certificare in maniera netta ed indubbia che si sta acquistando un prodotto con determinate qualità.

Parlando di olio extravergine d’oliva, le indicazioni che un’etichetta contiene riguardanti i valori nutrizionali di riferimento, ad esempio, sono un’obbligatorietà legislativa che non determina l’effettiva qualità dell’olio stesso.

Ma quali sono le informazioni necessaria per poter dire che l’olio extravergine d’oliva sia effettivamente di qualità ottimale?

Il processo produttivo

 Etichetta olio extravergine e processo produttivo

Il processo produttivo è uno degli elementi che caratterizza subito il prodotto. L’indicazione dell’estrazione a freddo ossia effettuato ad una gradazione non superiore ai 27 gradi, è una condizione sine qua non per avere garanzia che l’oliva dopo la raccolta abbia subito una lavorazione ideale per mantenere tutte le proprietà nutritive ed olfattive dell’olio extravergine d’oliva.

Provenienza

Etichetta olio extravergine, l'importanza della provenienza

La provenienza 100% italiana è un altro pilastro che certifica la bontà del prodotto. Al momento dell’acquisto va verificato sull’etichetta immediatamente se stiamo rivolgendoci ad un prodotto interamente originato da uliveti italiani e meglio ancora se residenti in determinate zone geografiche notoriamente ideali per la produzione di olio extravergine ed è ovviamente questo il caso di Tamia.

Anno di produzione

Etichetta olio extravergine di oliva e anno di produzione

Molta attenzione va rivolta all’annata di produzione la cui presenza in etichetta la dice subito lunga sulla qualità dell’olio.

Teniamo sempre a mente che dalla data di imbottigliamento l’olio ha una scadenza “di legge” di 18 mesi, non avere indicata l’annata di produzione ci può portare alla conclusione che ci sia stato un mix al momento dell’imbottigliamento tra la produzione dell’anno in corso e quella dell’anno precedente, il che non è propriamente una buona cosa.

L’indicazione di produzione deve essere indicata biennalmente essendo l’olio una produzione che si effettua negli ultimi mesi dell’anno deve contenere quest’ultimo e il successivo (ad esempio per questa stagione 2020/2021).

Conclusioni

Va sempre ricordato che l’olio una volta prodotto si deve stabilizzare per un tempo approssimativamente intorno ai 20/30 giorni dopodiché può essere imbottigliato. La nostra conservazione avviene in cisterne sotto argon e azoto in assenza di ossigeno e luce che permettono di mantenere inalterate tutte le proprietà nutritive dell’olio extravergine d’oliva.

Tenendo conto che ad oggi non sono perfettamente regolamentate con certezza quali sono le informazioni che devono essere contenute sulla confezione gli elementi sopradescritti quali il processo produttivo, la certificazione di provenienza e la data di produzione ci danno certezza riguardo l’effettiva qualità dell’extravergine d’oliva che stiamo acquistando.

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