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Extravergine autentico: come riconoscere l’olio buono?

L’olio extravergine di oliva è un’eccellenza italiana eppure non tutti sanno come riconoscere l’olio buono in modo appropriato. Ecco alcune dritte.

L’olio extravergine di oliva è un’eccellenza tra gli alimenti prodotti in Italia eppure non tutti sanno come riconoscere l’olio buono in modo appropriato. Ecco alcune dritte che possono aiutarvi, magari sfatando alcuni falsi miti che lo circondano.

Come riconoscere l’olio extravergine di oliva?

Innanzitutto, diciamo che per riconoscere l’olio extravergine di oliva occorre fare una degustazione del prodotto. Le qualità organolettiche vengono riconosciute principalmente al palato e all’olfatto grazie ai suoi sapori e profumi inconfondibili.

Riconoscere l’olio buono dal gusto

Bottiglie di olio di oliva a confronto

La sensazione imprescindibile nel riconoscere l’olio extra vergine buono è quella di un gusto fruttato. Questa nota gustativa indica la provenienza da un’oliva sana e di qualità che abbia avuto alle spalle una filiera di raccolta, trasformazione e conservazione ineccepibile.

Il gusto di un olio di qualità ha sentori di varie tipologie come il pomodoro, la mandorla, erbe aromatiche, ecc. L’amaro e il piccante sono altresì attributi assolutamente positivi in quanto denotano la presenza polifenoli (antiossidanti), le principali sostanze salutari dell’olio di qualità.

Il primo incontro parte dall’olfatto

Il primo impatto che abbiamo con l’olio extra vergine è quello olfattivo. Le sensazioni che avvertiamo “respirando” l’olio sono le prime che dobbiamo percepire positivamente e che devono farci sentire effettivamente la spremuta di olive. Insomma, gli odori e le sensazioni che scaturiscono all’apertura del contenitore sono chiari indizi sulla bontà del prodotto.

Odorare i fiori di olivo

Il colore è un buon indicatore dalla qualità?

Molti credono che il colore sia un indicatore di qualità invece non è affatto così. A dimostrazione di questo concetto, l’assaggio e il tasting del prodotto, anche professionale, vengono effettuati generalmente in un bicchiere di vetro scuro per evitare qualsiasi condizionamento. Detto questo, è altresì vero che l’extravergine, a causa di diversi fattori, cambia colore ma questo non pregiudica la bontà. Non sempre però il colore non pregiudica la qualità, bisogna escludere i casi in cui notiamo un colore tendente al rossastro che ne certifica la vecchiaia e l’esposizione alla luce o al calore.

Proprio per quest’ultimo aspetto va considerato: l’età dell’olio. A differenza di altri alimenti l’olio extravergine va conservato in luoghi bui e freschi evitando aria, luce e fonti di calore. Solo così le sue eccezionali caratteristiche si mantengano intatte.

Tutti gli altri aspetti non hanno legami con la qualità dell’olio. Ad esempio, la torbidezza, ossia la densità che ha l’olio quando non è filtrato, oppure l’intensità del sapore, non ha nulla a che fare con un maggior apporto calorico, niente di tutto questo.

Queste sono le indicazioni per la verità semplici ma al tempo stesso chiare ed esaustive per non avere dubbi su come riconoscere l’olio buono e l’extra vergine di oliva autentico.

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