fbpx

Olio extravergine contraffatto: come smascherare la truffa?

Spesso si sentono notizie e si leggono articoli sull’olio extravergine contraffatto. Ecco 4 elementi per riconoscere e smascherare la truffa della contraffazione.

Spesso si sentono notizie e si leggono articoli sull’olio extravergine contraffatto. Una vera frode nei confronti dei tanti produttori onesti ed attenti alla produzione di olio di qualità e una truffa per i consumatori.

L’acquisto dell’olio extravergine, da parte dei consumatori, è sempre un momento che regala soddisfazione in quanto si pregusta il fatto che sulla tavola si potrà disporre di un elemento di qualità importantissimo nella dieta mediterranea, portatore di proprietà benefiche eccelse.

Parliamo, ovviamente, dell’olio extravergine di oliva prodotto che si eleva su tutti gli altri ed è riconosciuto come eccellenza soprattutto italiana.

Ma, oltre alla sopracitata soddisfazione per l’impellente acquisto, i consumatori sono assaliti da mille dubbi sulla reale qualità del prodotto che si andrà a mettere sulla tavola.

La contraffazione, ovvero un olio extravergine falso, è una delle truffe più consolidate esistenti nel campo alimentare soprattutto perché è una delle più redditizie. Spacciare un olio non extravergine per tale, porta nelle tasche del “truffatore” un sostanzioso guadagno direttamente proporzionale alla nefandezza dell’inganno.

In cosa consiste la truffa dell’olio extravergine contraffatto?

Uno degli espedienti più utilizzati per la distribuzione nel commercio di olio extravergine contraffatto consiste nella miscelazione dell’olio buono con altri di minor qualità.

Anche se nella maggior parte dei casi l’olio contraffatto è una mescolanza tra buona e cattiva qualità, non mancano casi di truffe ancor più criminali. Capita, infatti, anche di avere sui banchi di vendita prodotti finiti, derivati da oli non commestibili che vengono opportunamente e chimicamente modificati per renderli utilizzabili ma, che di fatto, sono di qualità ai limiti della commestibilità. Parliamo di olio di sansa o il lampante.

4 elementi per riconoscere e smascherare la truffa della contraffazione

Avere la certezza che l’olio non sia quello dichiarato ce lo consente solo una analisi di laboratorio ma, tutto sommato, delle piccole regole che permettono di scoprire l’effettiva qualità può metterle in atto anche direttamente il consumatore. Di seguito gli elementi che possono far da subito ipotizzare che si è di fronte ad una truffa dell’olio di oliva.

Prezzo

Uno degli elementi più evidenti che deve fin da subito far scattare il campanello d’allarme è il prezzo. Produrre e commercializzare un olio extravergine di qualità comporta il sostenimento di determinati costi che impediscono al prezzo finale di essere estremamente basso e competitivo. Questo concetto però a volte non si rispecchia nelle etichette che possiamo osservare negli scaffali dei supermercati della grande distribuzione.

Gusto e profumo

Ci sono poi alcune percezioni olfattive e gustative che rendono l’olio extravergine di oliva buono e di valore riconoscibile attraverso questi due sensi. L’odore “fruttato”, in cui si sente perfettamente la spremitura dell’oliva, e il gusto deciso, intenso e piccantino, derivato dai polifenoli, sono i due indicatori principali che ne classificano senza dubbio la qualità.

Colore

Il colore può essere un grande indicatore ma spesso i “contraffattori” aggiungono coloranti industriali così raffinati tanto da portare l’olio taroccato ad avere un aspetto oro o smeraldo tipico dell’extravergine.

Etichetta

Tutte queste indicazioni appena descritte vanno incrociate con le informazioni che si desumono dall’etichetta. In quest’ultima dovrebbero essere indicati alcuni dati che invece spesso sono assenti o vaghi.

Un olio extravergine DOP riporta in etichetta:

  • Provenienza certa;
  • Produttore;
  • Origini;
  • Metodologia di lavorazione;
  • Regione;
  • Luogo di imbottigliamento;

Queste indicazioni ci danno certezze ineccepibili sulle qualità dell’extravergine di oliva. Oltre a questi dati importante è la scadenza, ricordiamo che il deterioramento è una delle caratteristiche dell’olio che, a differenza di altri prodotti, non “invecchia bene”.

Diffidate dall’olio che non rispetta queste caratteristiche di base e controllate bene (con la dovuta accortezza) per essere sicuri che sulla vostra tavola ci sia la migliore qualità possibile, sia per assaporare la bontà di un prodotto dell’eccellenza italiana, sia per la tutela della vostra salute.

Altri articoli

Serve aiuto? Scrivici