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Olio BIOLOGICO, DOP e IGP quali sono le differenze?

Denominazione di origine DOP o IGP, disciplinari di produzione, certificazione di Olio Biologico, tutti termini che per un alimento come l’olio evo italiano sono garanzia di qualità e assenza di contraffazione in tutta Europa.

Nonostante la maggiore consapevolezza che oggi abbiamo acquisito nella scelta dell’olio evo, nel dettaglio però non conosciamo perfettamente il loro significato e per quale motivo esse rendono pregiato e unico quel particolare tipo di olio che stiamo per acquistare.

Cosa significa il marchio IGP DOP e BIO nell’olio?

Le tre sigle più comuni che troviamo nelle etichette dell’olio di oliva sono DOP, IGP e BIO, denominazioni che sono nate per tutelare i consumatori contro le contraffazioni, che in un alimento come l’olio di oliva sono frequentissime, e per riconoscere il lavoro dei produttori che rispettano la provenienza delle materie prime e operano secondo rigidi disciplinari.

L’importanza di tali “etichette”, sta principalmente nel fatto che ci aiutano a fare una scelta più consapevole e vantaggiosa per noi stessi e a sostenere chi produce “a regola d’arte” il bene e l’ambiente che ci circonda.

Soprattutto in ambito oleario poter essere effettivamente sicuri che il prodotto, ha una qualità certificata, non presenta difetti e non è un olio extravergine contraffatto è fondamentale, per avere la certezza che quello che stiamo acquistando è un prodotto ottimo in quanto rispetta una determinata filiera produttiva.

Olio extravergine di oliva DOP

La Denominazione di Origine Protetta (DOP) certifica che l’olio d’oliva, dalla materia prima al prodotto finito, è realizzato in una precisa regione o luogo e le cui qualità e caratteristiche sono dovute prevalentemente o esclusivamente a quell’ambiente geografico.

Olio DOP (Denominazione di origini protetta)

La Denominazione di Origine Protetta (DOP), può essere riconosciuta soltanto agli olivicoltori che producono e commercializzano il proprio olio attenendosi alle norme e alle condizioni presenti nei disciplinari di produzione, tra le quali:

  • la zona di produzione e trasformazione delle olive;
  • la varietà di olivo o cultivar;
  • la modalità e i tempi di raccolta;
  • la produzione massima di olive per ettaro;
  • la modalità e le pratiche di oleificazione;
  • un profilo organolettico del sapore, del colore e dell’odore ben precisi;
  • precise modalità di etichettatura e confezionamento del prodotto finito.

Non solo. Gli oli che ottengono tale certificazione sono sottoposti al controllo di un “Ente di Certificazione” indipendente appositamente incaricato e riconosciuto dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, che valuta il rispetto delle regole contenute nei disciplinari di produzione.

Cosa si intende per olio extravergine IGP?

L’Indicazione Geografica Protetta (IGP) è un marchio di qualità, che viene assegnato ai prodotti agricoli o alimentari per i quali anche una sola fase del processo produttivo ha un legame con una precisa zona geografica di riferimento che conferisce unicità di prodotto.

Olio IGP (Indicazione Geografica Protetta)

L’IGP è una certificazione meno restrittiva rispetto alla DOP, dove i processi di produzione e trasformazione devono essere svolti in una specifica area geografica. Nell’IGP i criteri vengono estesi all’ambito regionale, quindi gli aspetti sopra elencati possono essere effettuati in un ambito più esteso ed i relativi controlli sono più quantitativi che qualitativi.

Come per le denominazioni DOP, anche i produttori IGP devono attenersi alle rigide regole contenute nel disciplinare il cui rispetto è garantito da un organismo indipendente di controllo.

Olio Biologico (BIO)

L’olio extra vergine bio è ben riconoscibile, in quanto ogni singola bottiglia è etichettata con il logo europeo del biologico: una foglia formata da dodici stelle bianche su fondo verde con al centro una cometa. Il logo rappresenta in maniera formale che il produttore ha rispettato un severo disciplinare di produzione.

Olio BIO (Olio di produzione biologica)

BIO è identificativo di un’attestazione di produzione biologica, ossia un “sistema globale di gestione dell’azienda di produzione basato sull’iterazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali”…in buona sostanza ottenuta nel pieno rispetto ambientale e con sostanze e procedimenti naturali.

Il regolamento europeo in materia è decisamente preciso e la relativa produzione biologica richiede una scrupolosa attenzione da parte del produttore: gestione della fertilità del suolo, scelta di specie e varietà, rotazione pluriennale, tecniche di coltura e riciclaggio delle materie organiche. Queste sono solo un esempio di alcuni degli aspetti da rispettare affinché un’attività possa essere certifica come biologica.

Una cosa fondamentale, chiaramente in antitesi con il concetto biologico, è la totale assenza di organismi geneticamente modificati (OGM).

Perché gli oli DOP IGP e BIO hanno un costo elevato?

Appare evidente che i costi di produzione dell’olio DOP, IGP e BIO sono nettamente maggiori di un olio non certificato in quanto, le delimitazioni e i paletti autoimposti per garantire un alto livello qualitativo fanno in modo che le rese siano mediamente inferiori, senza considerare poi i costi che il produttore deve sostenere per ottenere con continuità la certificazione.

Inoltre, gli oli DOP e IGP hanno l’obbligo di essere valutati da assaggiatori indipendenti. I punteggi assegnati devono raggiungere un’adeguata sufficienza per ottenere la certificazione.

In conclusione, scegliere un olio extravergine che possiede le certificazioni DOP, IGP e BIO rappresenta senza dubbio un modo estremamente valido per tutelare un acquisto di qualità e valorizzare il lavoro degli olivicoltori che rispettano la provenienza delle materie prime e operano secondo rigidi disciplinari a garanzia della salute e dell’ambiente

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