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Olio extravergine contraffatto: come smascherare la truffa?

Spesso si sentono notizie e si leggono articoli sull’olio extravergine contraffatto. Una vera frode nei confronti dei tanti produttori onesti ed attenti alla produzione di olio di qualità e una truffa per i consumatori.

L’acquisto dell’olio extravergine, da parte dei consumatori, è sempre un momento che regala soddisfazione in quanto si pregusta il fatto che sulla tavola si potrà disporre di un elemento di qualità importantissimo nella dieta mediterranea, portatore di proprietà benefiche eccelse.

Parliamo, ovviamente, dell’olio extravergine di oliva prodotto che si eleva su tutti gli altri ed è riconosciuto come eccellenza soprattutto italiana.

Ma, oltre alla sopracitata soddisfazione per l’impellente acquisto, i consumatori sono assaliti da mille dubbi sulla reale qualità del prodotto che si andrà a mettere sulla tavola.

La contraffazione, ovvero un olio extravergine falso, è una delle truffe più consolidate esistenti nel campo alimentare soprattutto perché è una delle più redditizie. Spacciare un olio non extravergine per tale, porta nelle tasche del “truffatore” un sostanzioso guadagno direttamente proporzionale alla nefandezza dell’inganno.

Una coppia al supermercato legge l'etichetta di una bottiglia di olio extravergine di oliva

In cosa consiste la truffa dell’olio extravergine contraffatto?

Uno degli espedienti più utilizzati per la distribuzione nel commercio di olio extravergine contraffatto consiste nella miscelazione dell’olio buono con altri di minor qualità.

Anche se nella maggior parte dei casi l’olio contraffatto è una mescolanza tra buona e cattiva qualità, non mancano casi di truffe ancor più criminali. Capita, infatti, anche di avere sui banchi di vendita prodotti finiti, derivati da oli non commestibili che vengono opportunamente e chimicamente modificati per renderli utilizzabili ma, che di fatto, sono di qualità ai limiti della commestibilità. Parliamo di olio di sansa o il lampante.

4 elementi per riconoscere e smascherare la truffa della contraffazione

Avere la certezza che l’olio non sia quello dichiarato ce lo consente solo una analisi di laboratorio ma, tutto sommato, delle piccole regole che permettono di scoprire l’effettiva qualità può metterle in atto anche direttamente il consumatore. Di seguito gli elementi che possono far da subito ipotizzare che si è di fronte ad una truffa dell’olio di oliva.

Prezzo

Uno degli elementi più evidenti che deve fin da subito far scattare il campanello d’allarme è il prezzo. Produrre e commercializzare un olio extravergine di qualità comporta il sostenimento di determinati costi che impediscono al prezzo finale di essere estremamente basso e competitivo. Questo concetto però a volte non si rispecchia nelle etichette che possiamo osservare negli scaffali dei supermercati della grande distribuzione.

Gusto e profumo

Donna in cucina odora il profumo dell'olio di oliva

Ci sono poi alcune percezioni olfattive e gustative che rendono l’olio extravergine di oliva buono e di valore riconoscibile attraverso questi due sensi. L’odore “fruttato”, in cui si percepiscono profumi erbacei di oliva verde e all’assaggio un gusto fresco, coerente con l’odore, leggermente amaro, che ricorda erbe come rucola o cicoria e con finale piccante di peperoncino; fruttato, amaro e piccante sono derivati dalla presenza di polifenoli e sono i tre indicatori principali che ne classificano senza dubbio la qualità “Extra”.

Colore

Donna al supermercato controlla il colore dell'olio di oliva

Il colore dell’olio può andare dal giallo al verde, può essere un indicatore se non rientra nella gamma di questi due colori, ma spesso i “contraffattori” aggiungono coloranti industriali così raffinati tanto da portare l’olio taroccato ad avere un aspetto oro o verde tipico dell’extravergine.

Etichetta

Tutte queste indicazioni appena descritte vanno incrociate con le informazioni che si desumono dall’etichetta. In quest’ultima devono essere sempre indicati alcuni dati obbligatori che invece a volte sono vaghi e spesso sono proprio assenti, soprattutto negli oli prodotti amatorialmente (l’olio del contadino).

Un olio extravergine di oliva deve riportare in etichetta:

  • Anno di produzione;
  • Nome dell’azienda produttrice;
  • Origini (italiano oppure estero);
  • Metodologia di estrazione (meglio se “Estratto a freddo”);
  • Luogo e lotto di imbottigliamento;
  • Tabella nutrizionale;
olio extravergine di oliva Tamia utilizzato per il condimento dei piatti

Queste informazioni ci danno un’indicazione sulle qualità dell’extravergine di oliva. Oltre a questi dati importante è la scadenza, ricordiamo che il deterioramento è una delle caratteristiche dell’olio che, a differenza di altri prodotti, non “invecchia bene”.

Diffidate dall’olio che non rispetta queste caratteristiche di base, controllate bene (con la dovuta accortezza) l’etichetta e soprattutto assaggiate sempre prima di acquistare, per essere sicuri che sulla vostra tavola ci sia la migliore qualità possibile, per assaporare la bontà unica di un prodotto dell’eccellenza italiana, per la tutela della vostra salute e per esaltare veramente ogni vostro piatto.

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